|
Ogni
comunità, credo, si rispecchia in riti ed usanze del passato, in tutte
quelle tradizioni ovvero da cui trae origine. Il Corteo storico di San
Leucio rappresenta una di queste occasioni ma anche di più, perché
riesce a produrre un tale coinvolgimento dei residenti ed un così
formidabile legame fra questi e le migliaia di visitatori del Borgo da
suscitare suggestioni sempre più forti. Sarà anche per questo che nei
trenta e passa anni di vita, la manifestazione ha saputo ritagliarsi uno
spazio di primo piano tra tutti gli appuntamenti che poggiano su
rievocazioni storiche, diventando richiamo per un pubblico proveniente
pure da oltre regione.
Al
di là della grande partecipazione, io penso che la portata e la cifra
dell’appuntamento siano nel grande messaggio di autenticità e nel
senso di appartenenza al patrimonio storico e culturale dell’intera
comunità casertana che riesce a sprigionare l’evento. Colpiscono, di
anno in anno, in un trionfo di colori e di gusto per il bello e la
ricercatezza dei dettagli, la cura e la maestria nella preparazione dei
costumi d’epoca. E risulta oltremodo felice la scelta di farli
rivivere in quella preziosa seta di San Leucio la cui unicità viene
oggi riconosciuta nel mondo.
Personalmente,
in occasioni più o meno
pubbliche, non ho mai mancato di riconoscere a quanti si sono dedicati
in questi anni all’opera di recupero dell’identità della comunità
leuciana il grande ed appassionato contributo offerto per la riscoperta
delle nostre origini. È a tutti costoro che va anche in questa
occasione la mia convinta gratitudine. L’auspicio è che gli sforzi
profusi lascino un segno evidente in quanti si accostano a questa
rievocazione, in modo da contribuire fortemente a quel processo di
riscoperta e di valorizzazione di un’epoca che aveva fatto di questi
luoghi - e di Caserta - molto di più di una periferia del Regno quanto
piuttosto la culla di una civiltà al limite della perfezione e
laboriosa come poche altre.
on.
Sandro De Franciscis
presidente
della provincia di Caserta |