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don
Franco Catrame
Parroco
della comunità
Presidente
del Comitato
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Scrutando
la storia e la tradizione della nostra Comunità si comprende l’immenso
valore di ieri che si proietta nel nostro presente.
Tante
pagine, dense di nostalgia, hanno cercato di analizzare e processare
l'utopia della Real Colonia Leuciana. Tale espressione vuole indicare
un progetto immaginario, ideale, di una società perfetta per uno
sviluppo armonico socio-morale. Oggi, quando si parla di perfezione, in un
contesto socio-antropologico, tutti pensano che è una pura utopia e
sembra che i fatti lo dimostrino Tuttavia ritengo che dobbiamo accettare
la tremenda sfida che ci proviene da una cultura nichilista, tuttora
imperante, non solo anticristiana ma orientata contro l’uomo stesso.
Un
secolo fa tante ricerche, tante conquiste scientifiche, tecniche e
culturali erano pura fantasia, ma non sono mancati uomini coraggiosi che
per esse hanno speso la loro vita e con il loro ingegno hanno contribuito
allo sviluppo di una società migliore suscitando un’autentica
promozione dell’uomo a tutti i suoi livelli. Non tutti avevano il sensus
fidei ma in tutti c’era l’ethos
vitæ che è il presupposto iniziale per l’ideale umano e sociale
per costruire un’autentica Civitas
fondata sulla libertà, sull’uguaglianza e sul rispetto di ogni diritto
sociale e religioso.
Il
progetto che si sperimentò nella Real Colonia ebbe successo, non solo
perché ideato per un numero
ristretto di residenti, ma soprattutto, perché la vita della Comunità
era tutelata e guidata nelle sue diverse espressioni da una sinergia
sociale non solo politico-economica ma anche religiosa.
Gli
ingegni, che avevano redatto lo Statuto, non solo volevano il progresso di
una realtà economica e comunitaria, ma anche manifestare, mediante il
proprio pensiero, che nessuna società può migliorare e prosperare senza
che l'uomo divenga soggetto di diritto e protagonista della sua crescita
integrale sia con l'obbedienza alle leggi, sia con il Santo Timor di Dio.
Sebbene in periodo illuminista l'onestà e la saggezza intellettuale
proponevano un umanesimo integrale, ancorandosi a quel messaggio cristiano
che vede l'uomo come soggetto di amore globale e condividendo tutto ciò
che si proponeva per il suo bene, lo Statuto ed il tentativo della sua
realizzazione esprimono ancor oggi una novità indiscussa.
Come
considerazioni conclusive ritengo che non bisogna leggere la storia per
una semplice verifica critica ma ritenerla “Maestra di vita”, cioè
attingere ad essa per ricavarne i valori, per riaffermarli e proporli oggi
con i dovuti adattamenti. Credo che nel nostro tempo sia necessario, per
un genuino sviluppo della nostra società, superare barriere e diffidenze
e realizzare quelle sinergie necessarie per
migliorare non solo il nostro habitat ma il nostro stesso modello
di sviluppo.
Ciò
è avvenuto nel passato e può avvenire oggi se le diverse istituzioni,
preposte per rendere meno difficile il futuro dell'uomo, dialogano tra
loro e si attivano corresponsabilmente superando gli interessi di parte
lasciandosi guidare da ideali autentici che hanno realizzato nel passato
quella Civitas che tutti
ammiriamo.
La
festività della Comunità leuciana è
singolare, perché non solo vuol far rivivere la dimensione ludica della
propria storia ma propone una genuina promozione sociale, culturale e
religiosa di una tradizione sempre viva e sempre attuale. |