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NELLA RARA CORNICE
DI UN’ARCHITETTURA BORBONICA
S. LEUCIO
PER VOLONTA’ DI FERDINANDO IV
ESPERTA NELL’ARTE DELLA SETA
VEDE I SUOI FIGLI VESTIRE IN CORTEO
DAMASCHI LAMPASSI E BROCCATI
ABILMENTE TESSUTI
MENTRE SI DANNO CONVEGNO
I PROVETTI ARTIGIANI
E GLI IMPRENDITORI SERICI
PER RIEVOCARE IL SINGOLARE
ORDINAMENTO SOCIALE
DELLA VAGHEGGIATA FERDINANDOPOLI
ACCOGLIENDO I NUMEROSI TURISTI
COL MAGGIORE SENSO DI CORDIALE
OSPITALITA’
S’APRANO I CANCELLI
FEDELI CUSTODI DI LEGGI ILLUMINATE
ED ARCANI SEGRETI DEL TESSERE
MENTRE IL RE
SI CONFONDE TRA LA SUA GENTE
AGLI ESTERI
QUEST’OGGI E’ DATO
DI ENTRARE LIBERAMENTE
NEL GELOSO RECINTO DEI SETAIOLI
E SENTIRSI ABITATORI
DELLA GLORIOSA FERDINANDOPOLI
CHE TUTTI DICONO
LA CITTA’ IDEALE
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Il Corteo Storico della Real Colonia di San Leucio
Il Corteo Storico della Real Colonia di San Leucio è una sfilata in costume e vuole rappresentare, attraverso la composizione di quadri, la condizione sociale e paternalistica di Ferdinando IV di Borbone e delle sue leggi illuminate scritte per garantire il buon governo e l’uguaglianza tra gli abitanti del luogo.
Mostra quella che è stata la sua preziosa fonte di vita e di esistenza dal settecento: la seta, testimonianza della vitalità di una tradizione.
La sfilata in costume si articola in sequenze di gruppi di figuranti in costume che si snodano lungo il percorso immersi in una atmosfera circondata da musiche del settecento. I quadri sono una rappresentazione visiva di tutte le componenti della realtà storico-sociale della Colonia Ferdinandea.
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Prossimi appuntamenti da San Leucio
Lo scopo dell'Associazione
Scopo primario dell'associazione è la diretta partecipazione dei cittadini quale momento aggregativo e miglioramento della vita attraverso la progettazione e realizzazione di eventi culturali quali:
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E’ questo Real Sito, una Colonia d’Artisti stabilita nel 1789 dall’Augusto Ferdinando per promuovere fra noi la manifattura della seta emulando in così nobile impegno il famoso Ferdinando I d’Aragona. Il Regal Casino non ancora compito, meritatamente detto di Belvedere, è situato a Mezzogiorno alle falde del Monte S. Leucio in una posizione assai salubre ed eminente fino al segno di guardar a se sottoposto il Gran Palazzo di Caserta: e siccome resta superiore anche a’ fabbricati della Colonia Leuciana; una maestosa scalinata, che il precede, eccita il desio di ascendervi. Giunto nel piano si osserva in faccia l’avancorpo bene architettato, in mezzo al cui primo piano havvi la Chiesa Parrocchiale fiancheggiata da due belle fontane, ed alle spalle nel basso il magnifico portone, che forma di fuori il rinchiuso l’ingresso principale a questo Real Sito ornato a’ fianchi da due lunghi casamenti appellati quartieri di S. Carlo e S. Ferdinando.
Ferdinando Patturelli, 1826
Il Consiglio Direttivo
Presidente
Marta Campanile
Vicepresediente
Gustavo Sciano
Segretario
Anna Ommeniello
Tesoriere
Fabrizio Visconte
Consiglieri
Maddalena Battaglia, Letizia Bologna, Rosaria Bologna, Cira Natale, Donato Scialla, Francesca Tenga, Domenico Vastano
Il Corteo: rito religioso-politico di Battista Marello
La primitiva immagine della comunità di San Leucio, l’identità originale dal protezionismo regio e da illuminate scelte operate sul finire di un secolo segnato dall’impulso della ricerca scientifica e dall’introduzione della tecnica a sostegno dell’attività manuale, riceve un duro colpo con l’Unità d’Italia: il borgo, pur riconosciuto nella sua autonomia comunale e conservando il titolo di Sito Reale, viene inserito all’interno di un tessuto urbano e sociale nel quale perde ormai le proprie connotazioni, confondendosi con le frazioni che compongono il territorio casertano: in seguito alla ricostruzione della provincia di Caserta, è ridotta essa stessa a frazione ed abbandonato letteralmente al suo destino.
I cancelli si aprono del tutto, le mura di cinta che prima ne limitavano segnatamente i confini, crollano in più parti o vengono demolite a tratti, non dovendo più custodire né segreti industriali, né scelti individui il cui unico vanto era riposto nell’abilità e laboriosità poste a misura del merito.
Quegli ideali di vita egualitaria, suggerita da una sorta di socialismo, fatta di diritti e di doveri e di rispetto della cosa pubblica, ...
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Il restauro del Belvedere di Nicola Tronco
Il progetto di recupero del Belvedere di San Leucio è stato preceduto da un approfondita discussione culturale, durata molti anni, che ha visto come protagonisti nomi significativi dell’architettura, della cultura industriale e, più in generale, del mondo culturale.
Basti ricordare il contributo del compianto Prof. Eugenio Battisti, uno dei massimi studiosi delle utopie ed, in particolare, di quelle leuciane; degli allievi del Politecnico di Milano, e della Pensilvanya University, ed il grande impegno del “Centro della cultura e tradizioni leuciane”: Furono inoltre organizzate manifestazioni di rilevanza nazionale, quali il convegno promosso nel 1981 dal Comune di Caserta con la collaborazione del Centro della Cultura e Tradizioni Leuciane e la Società di Storia Patria sulle prospettive di restauro e riuso del Belvedere chiuso dal Ministero dei Beni Culturali dell’epoca. Nel 1984 la FIAT e la BENETTON sponsorizzarono “5 progetti per S. Leucio” redatti da architetti e studiosi di fama mondiale.
In tale ottica, l’approccio scelto per la redazione del progetto è stato quello di costituire un gruppo di lavoro che comprendesse ...
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Profilo socio-economico di Ciro Carnevale
“Attesa – narra lo stesso re Ferdinando – la favorevole prolificazione prodotta dalla bontà dell’aria e dalla tranquillità e pace domestica …” i cinque sei individui posti per la custodia del bosco per le rispettive famiglie, nel tempo, aumentarono notevolmente anche per l’arrivo di altri individui fatti venire da fuori. Così il Re, nel fondato timore “che per mancanza di educazione…..formassero una società di scostumati …” ... istituì prima una Casa di educazione e, ad evitare che in seguito ...
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San Leucio e la seta di Luigi Bologna
Vetusto e real borgo, sito a qualche chilometro da Caserta dalla parte posteriore della reggia, fu concepito e realizzato nel 1773 dal re Ferdinando IV di Borbone e fu eletto a Colonia Reale per eccellenza, con una legislazione tutta propria, che ne fece uno degli esperimenti sociali più avanzati d’Europa. Nessun sito più di quello di San Leucio, presentava tutte le attitudini per aspirare a divenire non solo quello che il grande e il piccolo Trianon erano per i Borboni di Francia, ma anche la realtà della rivoluzione industriale. Lo stesso Ferdinando IV scriveva nello statuto per San Leucio: “Nel 1773 feci cingere da mura lo splendido bosco dietro la reggia di Caserta detto appunto bosco di San Leucio, dove amavo andare a cacciare … Ma vista la favorevole prolificazione, dovuta alla bontà dell’aria e tenendo conto che tanti fanciulli e fanciulle che aumentavano alla giornata, per mancanza di educazione, potessero diventare e formare – un giorno – una pericolosa società di scostumati e malviventi, pensai di stabilire una casa di educazione per i figlioli dell’uno e dell’altro sesso, servendomi per collocarveli, del mio casino; ed incominciai a formare le regole”.
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Associazione Corteo Storico
della Real Colonia di San Leucio
Atrio Superiore Parrocchia, 3
presso i locali della Cappella Reale
S. Ferdinando Re
Tel. 345 0677771
corteostorico@sanleucionline.it
© sanleucionline.it/corteostorico
siamo anche su
sito progettato e realizzato da donato scialla
www.sanleucionline.it
L'occhio dell'architetto: la casa dell'operaio dalla filosofia del piano generale al restauro di una cellula tipo di Giancarlo Pignataro
Alla città-stato i Borbone contrapposero la città-territorio: tema che sarà al centro del dibattito architettonico ed urbanistico un secolo più tardi, e tornato fortemente alla ribalta in questo scorcio di Novecento. San Leucio è parte di un disegno pianificatore a grande scala. Tale disegno delinea sul territorio una sorta di ventaglio con a centro la Reggia di Caserta e l'asse per Napoli (il "Vialone"), ad oriente gli Archi della Valle di Maddaloni, ad occidente la Tenuta di Carditello e a settentrione San Leucio sulle pendici del monte. Il tutto è delimitato dal regime delle acque di adduzione e deflusso, caratterizzato dalla presenza del percorso dell'acquedotto carolino, che s'inerpica sui Monti Tifatini, e dal sistema dei canali dei Regi Lagni, a valle.
Nell’ultimo decennio del Settecento re Ferdinando decise di realizzare la sua città ideale, ma non una repubblica fantastica, sulla scia di Moro, Campanella o Bacone, ma una colonia industriale legata al territorio, pensata ad hoc per un gruppo di italiani e francesi già insediati in loco, e tesa a definire un nuovo modello di organizzazione comunitaria fondata sul lavoro e l'uguaglianza, garantita da una società armonicamente costituita, ma sempre guidata dall'alto.
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Giovanni Paisiello maestro di corte del re Ferdinando di Nunzio Areni
Il 25 giugno 1789, nella prediletta colonia Ferdinandea di San leucio, si celebrò un evento musicale, per l’epoca, senza precedenti: la prima esecuzione della Nina Pazza Per Amore di Giovanni Paisiello; un evento destinato a sortire sostanziali sviluppi, ed incidenza, sul panorama operistico di fine secolo.
La rappresentazione si svolse, come cita testualmente nel frontespizio il libretto originale “in occasione di essersi portata la Maestà della Regina ad onorare la nuova popolazione di Santo Leucio”, e fu accolta, ...
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Gli stendardi dei quartieri di San Leucio






opere di b. marello
San Leucio
Correvano gli anni trenta quando Francesca Pignataro imparò questa poesia alle scuole elementari di San Leucio.
San Leucio
è un grazioso villaggio
a Nord di Caserta,
col suolo fertile,
acqua potabile,
vie cilindrate,
un magnifico viale dei platani,
un bel monumento ai caduti in guerra.
Tutto ciò nacque per volontà
di Ferdinando IV di Borbone
che, vista la bellezza del sito,
vi fece costruire un Casino Reale,
una bella Chiesa
ed una modesta fabbrica di sete grezze
che montò per dare a vivere
alle famiglie residenti nelle sue proprietà.
L’iniziativa ebbe
in poco tempo
una fortuna gloriosa
che finì nel 1860.
Dopo, le condizioni dell’industria
poterono migliorare.
Ora vi si ammirano magnifici opifici
vanto e gloria per la Campania
e l’Italia tutta.
Scriveva Ferdinando

Non essendo certamente l'ultimo dei miei desideri quello di ritrovare un luogo ameno e separato dal rumore della corte, in cui avessi potuto impiegare con profitto quelle poche ore di ozio che mi concedono di volta in volta le cure più serie del mio stato; le delizie di Caserta e la magnifica abitazione incominciata dal mio augusto padre, e proseguita da me non traevano seco coll'allontanamento dalla città anche il silenzio e la solitudine, atta alla meditazione ed al riposo dello spirito, ma formavano un'altra città in mezzo alla campagna, colle istesse idee del lusso e della magnificenza della capitale.
Pensai, dunque, nella villa medesima di scegliere un luogo più separato, che fosse quasi un romitorio, e trovai il più opportuno essere il sito di San Leucio.